Search results for "Spazio urbano"
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Cosa chiede la biblioteca all’architettura? Riflessioni sull’architettura delle biblioteche.
2015
Cosa chiede la biblioteca all’architettura? La risposta non è immediata come quella delle aspirazioni del mattone di Louis Kahn, che rimandano ad un codice costruttivo ed espressivo consolidatosi nella storia e nell’uso, ormai distante dalle pratiche tecnologiche dell’architettura moderna. Quando parliamo di biblioteche, affrontiamo indirettamente la questione del rapporto tra le abitudini comportamentali dell’uomo all’interno dello spazio pubblico: esaminiamo in sostanza il rapporto tra l’uomo e la città. L’evoluzione dei luoghi collettivi è il filo conduttore attraverso il quale è possibile descrivere la storia degli insediamenti urbani. Da luoghi principalmente di massa, essi tendono ogg…
Sabratha. La necropoli a Nord-Est del Teatro nell'insula 8 della Regio IV e il riuso dello spazio urbano a scopo funerario
2012
The cemetery (m 29 x 39), excavated and restored by G. Caputo in the Thirties of the twentieth century, borders westwards the cardo which leads to the Early Christian churches of Regio III, and southwards the Theatre decumanus. The burial area comprises 84 tomb sub-divo, violated or with the gravestones moved. The burial types are: 1) the forma, attested by 43 specimens, 2) the case, rectangular or anthropomorphic, with 26 specimens, 3) nine cupae, characterized by a semi-cylindrical crown placed directly on the gravestones or on a base of limestone blocks, and 4) the mound, only one example. The space organization seems to follow clear rules: all the burials are in fact concentrated in the…
Reti per la mobilità e struttura sociale dello spazio urbano: una rappresentazione multidimensionale dei cambiamenti in corso a Palermo
2017
Incidendo su varie dimensioni dello sviluppo sostenibile, le reti per la mobilità stanno acquisendo un ruolo sempre più centrale nei processi di rigenerazione delle aree urbane, divenendo così oggetto di crescenti attenzioni da parte dei governi locali. Ciò impone che si producano nuove capacità di formulare strategie integrate in grado di cogliere il nesso tra reti, ambiente costruito, spazio pubblico e struttura socio-economica delle città, così come accrescere le capacità cognitive degli attori locali, producendo letture più dinamiche ed attualizzate del cambiamento sociale verso il quale orientare le future scelte di pianificazione della mobilità sostenibile. Rispetto a questa premessa,…
Pagani e cristiani a Sabratha e Leptis Magna tra III e VI secolo d.C. Monumenti e reperti, tradizione e immagini
2012
Contributi sui risultati della ricerca effettuata col Progetto PRIN 2008. Unità di ricerca: Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi di Catania, CNR ITABC di Roma
Dentro / Fuori l’architettura. Qualità degli interni e forme del suolo
2014
Riflessioni “intorno” l’architettura sul tema dell’abitare negli interni e nello spazio pubblico della città a partire. L'invito ricevuto da parte di Vincenzo Melluso a presentare delle riflessioni nei Laboratori di Architettura degli Interni e di Progettazione Architettonica da lui condotti a Palermo è stata l’occasione per seguire alcune suggestioni sulla natura dei processi compositivi, sul rapporto dei concetti formali dello spazio con le altre arti, nell’elaborazione di possibili categorie di indagine. Abitare contemporaneo. Forma aperta, non finita. L’edificio va alla deriva... Abitare è un’esperienza estetica, è mediazione tra mondo delle cose e mondo delle idee. L’abitare è sempre i…
Nel labirinto dell'ordinario. Perché rileggere "L'invention du quotidien"
2012
L’invention du quotidien è l’opera di Michel de Certeau più conosciuta da chi si occupa della casa e della città, dei loro abitanti, del disegno e del destino dello spazio domestico e urbano. L’organizzazione in due tomi concentra nel primo l’apporto di Certeau alla definizione dell’orizzonte teorico e metodologico, la scelta e la definizione dei terreni concreti di indagine. Il secondo, opera di P. Mayol e L. Giard, sviluppa i temi dell’abitare e del cucinare, riportando il corpus di due lunghe indagini elaborate sulle relazioni di una famiglia del quartiere della Croix Rousse a Lione con lo spazio urbano, e sulle tattiche della popolazione femminile francese nella preparazione dei pasti f…
Piazzetta di S. Maria del Carmelo in Lascari
2020
Fino alla metà degli anni ’50 del Novecento, l'area d'intervento era occupata dalla presenza dei resti di una chiesa di modeste dimensioni (il settecentesco Oratorio della Madonna del Carmelo), ma in seguito alla demolizione di quest’ultima fu trasformata in uno spazio aperto di relazione tra il sistema dell’edilizia elencale che ne definisce i limiti costruiti. La particolare morfologia del sito, in forte pendenza, ha comportato una ripartizione in tre piani a quote differenti, di cui due collegati tra loro tramite gradini e un terzo di pertinenza di un’abitazione privata. Il progetto interpreta l’insieme dei segni preesistenti e le relazioni tra le parti e si apre verso nuove possibilità …
Ricostruire una città, reinventare un'odonomastica
2014
La vicenda della ricostruzione di Gibellina, dopo il terremoto del 1968, è molto nota e ha costituito un caso di studio nazionale e internazionale. La new town che venne edificata con il nome di Gibellina Nuova, a venti chilometri dalla Vecchia, seguì criteri topografici profondamente diversi, idonei non soltanto a garantire la sicurezza dell’abitato, ma soprattutto a proporre un modello utopico di città. La ricostruzione fu anche il movente di un sisma odonomastico che ha ulteriormente disorientato gli abitanti superstiti. Spariti e non più riorganizzati i quartieri, crollate e non più ricostruite le chiese, gli antichi monumenti sostituiti da altri dai nomi estranei e non memorizzabili (e…
Nuove declinazioni dei concetti di spazio, confine e mobilità
2020
La crisi pandemica ha esasperato l’insicurezza dell’individuo ponendolo nella necessità di una celere riorganizzazione del proprio spazio vitale, in modo tale da poter sentire il controllo su di esso e da sentirsi protetto. Il pianificatore urbanistico, così come tutte le figure professionali coinvolte in questa riprogettazione, non possono dunque non tener conto di come la definizione dei concetti di spazio, confine e mobilità è mutata durante la pandemia. Le classiche dicotomie (privato/pubblico; statico/dinamico; reale/virtuale), utilizzate per la definizione dello spazio, sono state sovvertite creando un accavallamento di piani che pone il pianificatore nella necessità di trovare soluzi…
Ridefinire lo spazio urbano: luoghi, ritmi e pratiche sociali
2022
La pandemia ha rimesso in discussione le classiche dicotomie tra privato/pubblico, statico/dinamico, reale/virtuale utilizzate per definire lo spazio di vita e di conseguenza ha ridefinito le categorie utilizzate per tracciare i confini di queste dimensioni. Durante il lockdown i tempi della vita quotidiana non sono più diversificati in modo netto e di conseguenza anche il modo di “abitare” lo spazio urbano è alterato. I cambiamenti avvenuti nei ritmi di vita quotidiana nell’era post-Covid hanno richiesto una riprogettazione dello spazio e lanciato ai pianificatori una nuova sfida che richiede non solo competenze specifiche su un piano esecutivo, ma anche una nuova prospettiva con il quale …